Appunti blog 57: DOMINIQUE TASSOT (05)


… i fossili di una determinata specie sono gli stessi dappertutto
… il celebre Celacanto, che era stato presentato come l’anello di congiunzione tra i pesci e i rettili (possiede delle pinne ossee)
continua ad essere pescato nell’Oceano Indiano e nel Golfo del Messico.
… in tutti gli strati sedimentari vengono rinvenuti dei fossili identici di razze, squali, lamprede, ricci di mare.
… La specie è una realtà assolutamente oggettiva, scientificamente identificabile
grazie all’anatomia e alla genetica
… L’evoluzione ci viene sempre presentata come un miglioramento.
Ma nella realtà, la mutazione è quella che causa l’albinismo o la cecità alla nascita!
… I bambini con sei dita oppure le pecore con cinque zampe non sono affatto avvantaggiati
… laddove possibile, li si sottopone a interventi chirurgici.
… È impossibile comparare … le mutazioni ereditarie a quello che dovrebbe essere la macroevoluzione,
ossia un’innovazione organica reale, un salto da una specie ad un’altra
che consentirebbe un’evoluzione in senso stretto.
… la parola è tipica dell’uomo
… caratteristica principale della quale l’evoluzionismo deve giustificare l’apparizione.
Seguendo questa linea di pensiero l’antenato, l’animale più simile all’uomo,
deve essere per forza di cose il pappagallo, l’unico in grado di articolare delle parole
(mentre la scimmia è priva di faringe, ed è per questo che gli esperimenti
… condotti per far parlare le scimmie non hanno mai avuto successo)
… In realtà il pappagallo non parla; pronuncia soltanto dei suoni,
ma senza impiegare le zone della corteccia cerebrale proprie del linguaggio,
poiché esse non esistono nel suo piccolo cervello.
… una semplice cellula è paragonabile ad uno stabilimento industriale con un diametro di venti chilometri
con migliaia di macchine, spesso uniche,
con milioni di aperture che si aprono e si chiudono per consentire la circolazione di flussi continui di materiali.
E per di più, quest’industria è in grado di replicarsi in qualche ora!
… il cervello umano … comporta una decina di miliardi di cellule nervose
e ciascuna di esse vanta tra diecimila e centomila fibre che la collegano alle altre cellule cerebrali.
Il numero totale di queste connessioni … equivale alla quantità di foglie in una foresta
che coprirebbe una superficie 18 volte maggiore rispetto a quella della Francia!
(M. Denton, L’Évolution,une théorie en crise, Paris, Londres, 1988, p. 340)
… Chi vorrebbe credere che sia il frutto di un caso fortunato ?
… Non esiste nulla di aleatorio nell’essere vivente:
tutto è funzionale, non manca niente
e nulla è di troppo.
Come spiegare l’origine di questa armonia generale
senza un programma unico per ciascun tipo di essere,
senza un cosmos che stabilisca un ordine tra di essi?
E come spiegare tutti questi programmi interdipendenti
senza un Programmatore dotato di un’intelligenza superiore?
… Non è quindi arrivato il momento di tagliare i ponti con un mito
che si rivela «al servizio di tutte le filosofie, ma inutile alla scienza»?
(Louis Bounoure, Déterminisme et Finalité, Paris, Flammarion, 1957, p. 78)
(Dominique Tassot, Il Darwinismo: un mito tenace smentito dalla scienza, Radio Spada editore, 2024, p. 90, 91, 94, 96, 97, 98, 110, 111, 112)













