Appunti blog 58: GILBERT KEITH CHESTERTON (12)

… Il nostro tempo ha partorito una curiosa fantasia,

secondo la quale quando le cose si mettono davvero male

abbiamo bisogno di un uomo pratico.

Ma sarebbe assai più giusto dire che

quando le cose vanno assai male

avremmo bisogno di un uomo non pratico.

Di sicuro, per lo meno, abbiamo bisogno di un teorico.

Un uomo pratico è una persona abituata soltanto alla vita concreta di tutti i giorni,

al modo in cui le cose funzionano normalmente.

… La mente umana conosce due cose, e solo due:

il dogma e il pregiudizio.

Il Medioevo fu un’età razionale, un’epoca di dottrina.

La nostra epoca, al massimo, è un’epoca poetica, un’età di pregiudizio.

Una dottrina rappresenta un punto definito, 

un pregiudizio è una direzione.

Dire che un bue può essere mangiato

mentre un uomo non dovrebbe esserlo

significa enunciare una dottrina.

Dire che si dovrebbe mangiare il meno possibile di qualunque cosa

significa manifestare un pregiudizio, chiamato anche, talvolta, ideale.

… se non disponiamo degli insegnamenti di qualche uomo divino,

tutti gli abusi possono essere giustificati,

perché l’evoluzione può trasformarli in usi.

… L’umanità non ha superato il Medioevo.

Piuttosto, si è ritirata da esso disordinatamente.

L’ideale cristiano non è stato tentato e trovato manchevole.

È stato trovato difficile e per questo lo si è lasciato intentato.

 

(Gilbert Keith Chesterton, Ciò che non va nel mondo, Lindau editore, 2024, p. 19, 27, 30, 45)

 

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