Appunti blog 63: NEIL POSTMAN (01)

Contrariamente a un’opinione diffusa anche tra le persone colte,

Huxley e Orwell non avevano profetizzato le stesse cose.

Orwell immagina che saremo sopraffatti da un dittatore.

Nella visione di Huxley non sarà il Grande Fratello

a toglierci l’autonomia, la cultura e la storia.

La gente sarà felice di essere oppressa

e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare.

Orwell temeva che i libri sarebbero stati banditi;

Huxley, non che i libri fossero vietati,

ma che non ci fosse più nessuno desideroso di leggerli.

Orwell temeva coloro che ci avrebbero privati delle informazioni;

Huxley, quelli che ce ne avrebbero date troppe,

fino a ridurci alla passività e all’egoismo.

Orwell temeva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi;

Huxley paventava l’avvento di una cultura volgare,

interessata soltanto a cosa frivole.

Nel Ritorno al mondo nuovo, i libertari e i razionalisti,

sempre pronti a opporsi al tiranno,

non tennero conto che gli uomini hanno un appetito pressoché insaziabile di distrazioni

In 1984, aggiunge Huxley, la gente è tenuta sotto controllo con le punizioni;

Nel Mondo nuovo, con i piaceri.

In breve, Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo,

Huxley da ciò che amiamo.

 

(Neil Postman, Divertirsi da morire, Luiss editore 2025, p. 25)

 

Share: