“NAZA”: l’UCCISIONE di Maysa e Mari

… Avevano appena provato a tornare a vivere

… erano state accolte nella parrocchia della Sacra Famiglia, a Gaza

… Poi avevano deciso di fare un passo in più: prendere un appartamento in affitto

… provare a ricostruire, per quanto possibile, una quotidianità

… qualche oggetto, la possibilità di dormire sotto un tetto 

… Un ritorno alla normalità che è durato pochissimo

… il palazzo dove abitavano è stato colpito da un bombardamento israeliano

… hanno distrutto l’edificio e ucciso Maysa, la figlia Mari e altre tre persone

… il bersaglio dell’attacco era Ali al-Moudi, esponente di Hamas 

… L’esercito israeliano non ha confermato che sia rimasto ucciso

… A morire, però, sono state persone che con quel bersaglio non avevano nulla a che fare

… La morte delle due donne ha colpito particolarmente la comunità cattolica della Striscia

… è stato utilizzato il termine «Naza», reso noto anche dal documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor

… Il termine viene associato a una pratica che prevede la distruzione dell’intero edificio

in cui si trova il presunto obiettivo,

con il rischio di coinvolgere le persone che vivono nelle abitazioni vicine

… Maysa e Mari non erano combattenti, né avevano scelto di stare al centro della guerra. Avevano scelto una casa. Avevano provato a ricominciare

 

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