Ci sono due modi per spegnere lo spirito di una civiltà.

Nel primo, quello orwelliano,

la cultura diventa una prigione.

Nel secondo, quello huxleiano,

diventa una farsa.

… poco importa se i carcerieri sono ispirati da ideologie di destra o di sinistra.

I cancelli della prigione sono egualmente impenetrabili,

la sorveglianza egualmente rigorosa,

l’idolatria egualmente imperante.

Quello che Huxley insegna è che,

nell’era della tecnologia avanzata,

la devastazione spirituale viene più probabilmente

da un nemico col sorriso sulle labbra

che da uno il cui comportamento

ispira sospetto e odio.

Nella profezia di Huxley,

non c’è un Grande Fratello che,

per sua scelta, guarda verso di noi.

Siamo noi, per nostra scelta a guardare verso di lui.

Non c’è bisogno di carcerieri,

cancelli,

ministeri della Verità.

… Un mondo alla Orwell

è molto più facile da riconoscere

e da combattere

che un mondo alla Huxley.

Siamo tutti pronti a riconoscere e ad abbattere una prigione,

quando i cancelli stanno per rinchiudersi su di noi.

… Ma che succede se non si odono grida d’angoscia?

Chi è disposto a prendere le armi contro

un mare di divertimenti?

… La coscienza pubblica non ha ancora assimilato il fatto che

la tecnica è un’ideologia.

… ideologia pura.

Ideologia senza parole,

anzi più potente ancora.

A tenerla in piedi, basta che la gente creda ciecamente nell’inevitabilità del progresso

 

(Neil Postman, Divertirsi da morire, Luiss editore 2025, p. 161, 162, 163)

 

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